• "L'architettura è il gioco sapiente, rigoroso e magnifico dei volumi nella luce."

    Le Corbusier

  • “L’opera non è soltanto l’oggetto, ma anche quello che lo circonda e i vuoti, gli spazi.”

    Oscar Niemeyer

  • “Nella mia vita ho pilotato molti aerei. Nonostante questo, ho ancora una voglia incredibile di volare."

    Norman Foster

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  • Cambia la definizione di "restauro"
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    Cambia la definizione di "restauro"

    In Gazzetta Ufficiale troviamo la manovra correttiva dei conti pubblici e con essa va in vigore la nuova definizione di «interventi di restauro e risanamento conservativo» del testo unico Edilizia (Dpr 380 del 2001). La cosiddetta "manovrina" è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale ed è in vigore dal 24 giugno.

    Il provvedimento modifica la definizione di interventi di restauro e risanamento conservativo contenuta nel TU Edilizia (articolo 3, comma 1, lettera c) e lo fa in risposta ad una recente sentenza della Corte di Cassazione (sentenza numero 6873 del 2017), secondo la quale il mutamento di destinazione d'uso di un immobile esistente, che si realizzi attraverso opere edilizie (anche di modesta entità), va sempre considerato come ristrutturazione edilizia, e quindi è sempre assoggettato a permesso di costruire. La sentenza legava in modo indissolubile, inoltre, gli interventi di restauro e di risanamento alla conservazione della destinazione d'uso originaria.

    In definitiva, il cambio di destinazione d'uso non è contemplato in caso di lavori di restauro e di risanamento conservativo, questo dice la sentenza. Di conseguenza, dalle conclusioni della Corte di Cassazione, si poteva facilmente dedurre che il cambio di destinazione d'uso fosse possibile solo per quegli immobili per i quali la regolamentazione urbanistica consentisse interventi di ristrutturazione edilizia. La sentenza aveva, ovviamente, suscitato preoccupazione, i primi a far sentire la loro voce erano stati gli Architetti di Firenze. La sentenza, infatti, aveva come oggetto alcuni interventi realizzati sul Palazzo Tornabuoni-Corsi nel centro storico di Firenze.

    L'effetto della sentenza aveva ripercussioni in tutta Italia, mettendo a rischio interventi di riconversione di edifici storici. Da questo contesto nasce la nuova definizione di "interventi di restauro e risanamento conservativo".

    La definizione è così modificata:

    TU Edilizia (Dpr 380 del 2001), art. 3, comma 1 - lettera c
    «INTERVENTI DI RESTAURO E DI RISANAMENTO CONSERVATIVO»
    «Interventi edilizi rivolti a conservare l'organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell'organismo stesso, ne consentano anche il mutamento delle destinazioni d'uso purché con tali elementi compatibili, nonché conformi a quelle previste dallo strumento urbanistico generale e dai relativi piani attuativi.Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell'edificio, l'inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell'uso, l'eliminazione degli elementi estranei all'organismo edilizio»

    Secondo la nuova definizione di cui all'articolo 3, comma 1 - lettera c del Tu Edilizia, il cambio di destinazione d'uso è possibile in caso di interventi di restauro e risanamento conservativo, purché la nuove funzioni siano compatibili con il carattere tipologico, formale e strutturale dell'edificio e se conformi alle prescrizioni del piano regolatore e dei piani attuativi.

    In realtà, però, la definizione valida prima dell'entrata in vigore della "manovrina" non impediva il cambio di destinazione d'uso. Semplicemente ricomprendeva nella definizione di restauro e risanamento conservativo quegli «interventi edilizi rivolti a conservare l'organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell'organismo stesso, ne consentano destinazioni d'uso con essi compatibili». Quindi, faceva riferimento destinazioni d'uso compatibili con gli elementi tipologici, formali e strutturali dell'edificio. 

    In definitiva, le due definizioni, quella antecedente alla "manovrina" e quella in vigore dal 24 giugno, non sono poi così diverse. Bisognerà capire se effettivamente la modifica normativa avrà l'effetto desiderato, ma forse solo altre sentenze potranno darcene conferma.

    fonte: professionearchitetto
    Scritto Martedì, 01 Agosto 2017 11:05 in Notizie Commenta per primo! Letto 29 volte
  • Ristrutturare, cambiare, modernizzare!
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    Ristrutturare, cambiare, modernizzare!

    In estate è tempo di pensare a come vorremmo fosse la nostra casa. Tutti - o quasi - abbiamo un ambiente che proprio ci sta stretto, oppure un angolino da migliorare secondo le nostre esigenze ed il nostro gusto personale.
    Per fare questo, a parte la propensione ad immaginare come potrebbe essere, c'è chi vi può aiutare mostrandovelo o regalandovi nuove idee. Noi abbiamo dalla nostra parte la passione, e forse anche il tempo. Voi avete le idee di base ed il gusto. Noi aggiungeremo il senso estetico ed i consigli. Voi potrete godere del vostro ambiente personalizzato, essere felici e viverlo nel modo in cui avete sempre sognato!

    A volte bastano anche solo un cambio di colore ed un piccolo spostamento, piccoli lavori che non ci occupano casa per più di quindici giorni. Eppure, questi piccoli cambiamenti hanno un grande potere: quello di farci sorridere ogni volta che entriamo in casa.

    Pensateci un po' bene: qual è quello che propro cambiereste nella vostra casa? Vi piace così com'è? Cosa si può migliorare?

    Scriveteci le vostre impressioni, saremo felici di aiutarvi! :)

    Scritto Martedì, 01 Agosto 2017 10:42 in Casa Commenta per primo! Letto 30 volte
  • Rinnovabili al 35% per tutto il 2017
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    Il Milleproroghe, il tradizionale provvedimento di fine anno, varato per differire nel tempo termini di legge in scadenza, arriva in Gazzetta ufficiale, prendendo la forma di decreto legge (numero 244 del 30 dicembre 2016). Il provvedimento, entrato in vigore il 30 dicembre, ha spostato in avanti il termine entro il quale, per grandi ristrutturazioni e nuove costruzioni, le fonti rinnovabili possono limitarsi a coprire il 35 per cento del fabbisogno energetico legato al riscaldamento, al raffrescamento e alla produzione di acqua calda sanitaria.

    Ad essere modificate sono le scadenze che il decreto legislativo sulla promozione dell'uso di rinnovabili (Dlgs 28 del 2011) aveva fissato per obbligare, nel caso di nuove costruzioni e di grandi ristrutturazioni, all'utilizzo di energia da fonti rinnovabili (eolica, solare, geotermica, biomassa, etc..), in una misura via via crescente negli anni. Previsioni che ora vengono viste al ribasso, frenando l'ambizioso calendario che il Dlgs 28 del 2011 aveva messo a punto.

    Nel caso di edifici nuovi o sottoposti a ristrutturazioni rilevanti, gli impianti devono essere progettati e realizzati in modo che almeno il 35 per cento del fabbisogno energetico, legato sia alla produzione di acqua calda sanitaria che di energia per il riscaldamento invernale e il raffrescamento estivo, sia garantito dall'uso di fonti rinnovabili. Tale percentuale vale se il titolo edilizio è presentato entro il 31 dicembre 2017, dopodiché, per i titoli edilizi presentati dal 1° gennaio 2018, passerà al 50 per cento. È quanto viene stabilito per effetto del Milleproroghe, che ha spostato in avanti di un anno le precedenti scadenze, allontanando, così, nel tempo il raggiungimento degli obiettivi fissati in precedenza.

    Resta ferma la disposizione secondo la quale, per nuovi edifici e per grandi ristrutturazioni, almeno il 50 per cento dei consumi previsti per l'acqua calda sanitaria deve essere coperto da fonti rinnovabili. Per il raggiungimento delle percentuali prescritte, non vale servirsi di «impianti da fonti rinnovabili che producano esclusivamente energia elettrica la quale alimenti, a sua volta, dispositivi o impianti per la produzione di acqua calda sanitaria, il riscaldamento e il raffrescamento» (Allegato 3, comma 2 del Dlgs 28 del 2011).

    In tema "ambiente", il Milleproroghe contiene anche un altro differimento, che riguarda il Sistri. Ancora una volta, slitta di un anno, ossia fino al 31 dicembre 2017, l'entrata in vigore degli obblighi relativi al Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti. Restano dimezzate anche le sanzioni per la mancata iscrizione al Sistri e per il mancato pagamento del relativo contributo d'iscrizione.

     

    Fonte: professione architetto
    Scritto Martedì, 03 Gennaio 2017 10:08 in Casa Commenta per primo! Letto 317 volte
  • Il 'periscopio' nel Rhike Park è di Fuksas
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    Il 'periscopio' nel Rhike Park è di Fuksas

    Dopo il Tbilisi Public Service Hall completato nel 2012, lo Studio Fuksas torna a firmare un'altra opera per la capitale della Georgia. Si tratta del Music Theatre and Exhibition Hall nel Rhike Park di Tblisi. 

    L’edificio è composto da due elementi sagomati dalle linee fluenti collegati come corpo unico al muro di contenimento. A ciascun volume corrisponde una funzione: Auditorium e Centro Espositivo. 

    La parte nord del complesso ospita l’Auditorium di 566 posti, il foyer, i servizi, i locali tecnici per i macchinari e gli spazi adibiti a deposito. L'accesso principale al Centro Espositivo avviene tramite una rampa che accoglie i visitatori dal livello strada. 

    L’auditorium, invece, emerge dal suolo consentendo a chi si trova nel foyer e nella caffetteria di godere della vista panoramica sul fiume e sullo skyline della città. È un periscopio per la città che guarda verso il fiume inquadrando il centro storico della vecchia Tbilisi.

     

    fonte: archiportale

    Scritto Sabato, 11 Giugno 2016 16:05 in Blog Commenta per primo! Letto 686 volte
  • 'La Cité du Vin' di XTU a Bordeaux
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    'La Cité du Vin' di XTU a Bordeaux

    Ha aperto a Bordeaux, in Francia, La Cité du Vin, un luogo unico per la cultura enologica e il tempo libero, in cui il vino “prende vita”, attraverso un approccio coinvolgente, sensoriale, all'interno di un progetto architettonico suggestivo firmato dallo parigino XTU (Anouk Legendre e Nicolas Desmazières). 
    La Cité du Vin invita a un viaggio intorno al mondo, attraverso i secoli, le culture e le civiltà, studiato per dare una visione diversa e completa del vino.

    Anouk Legendre e Nicolas Desmazières, hanno progettato uno spazio plasmato dai simboli dell'identità locale: un vitigno nodoso, il vino fatto ruotare nel bicchiere e i vortici sul fiume Garonna. Ogni dettaglio dell'architettura evoca l'anima e la natura del vino: una “rotondità senza soluzione di continuità, intangibile e sensuale”.
    Anche se gli architetti hanno dichiarato di non essersi rifatti ad alcuna forma riconoscibile, l'edificio evoca la sinuosità e la morbidezza delle curve di un decanter.
    Questa rotondità degli esterni si ritrova anche negli spazi interni e nei materiali. La Cité du Vin abbaglia con riflessi d'oro che ricordano la pietra chiara tipica degli edifici di Bordeaux. La facciata è costituita da pannelli di vetro serigrafato e pannelli iridescenti in alluminio laccato perforato.
    L'edificio cambia aspetto con l'avanzare del giorno e dialoga con il fiume attraverso i suoi riflessi.

    I due ingressi su entrambi i lati creano un effetto di movimento, come quello della marea, tra interno ed esterno. Un ingresso si affaccia sulla città e l'altro sul fiume. Più in alto, la torre panoramica permette ai visitatori di scoprire la città illuminata e il territorio circostante, quasi come una torre di osservazione. Nel concept di Anouk Legendre, lo stesso tour ne La Cité segue questi flussi: il vino, il fiume, il flusso di visitatori. Si passa attraverso l'edificio come un fiume, con i visitatori che diventano “navigatori che scorrono intorno alla scala centrale, perpetuando così questa impressione di movimento”. Ciò significa che il i visitatori sono in continuo movimento sperimentando un circolo virtuoso di scoperta. Ogni persona "scopre un nuovo mondo in un fluido moto rotatorio che conduce ad una meta insolita e senza limiti, come un viaggio attraverso i meandri di un paesaggio culturale che alimenta l'immaginazione"

    fonte: archiportale

    Scritto Sabato, 11 Giugno 2016 15:57 in Blog Commenta per primo! Letto 991 volte

 


Il tessuto edilizio di Albaro a Genova è caratterizzato da abitazioni con ampi spazi verdi, tra cui spiccano prestigiose ville d'epoca che defiiscono il carattere e l'aspetto della zona. In questo contesto nasce Albaro 43, nel cuore del quartiere, a pochi passi da Piazza Leopardi e dalla Chiesa di San Francesco d'Albaro, valorizzando un immobile preesistente. Un progetto prestigioso, 16 unità abitative, una combinazione di eleganza e funzionalità grazie all'utilizzo di materiali pregiati uniti a standard di altissima qualità. Il panorama delle grandi terrazze permette una vista dalle colline circostanti fino alla costa, al mare.
Albaro 43: la risposta all'evoluzione delle esigenze abitative, un concetto del vivere contemporaneo che va oltre il pensiero di casa e offre nuove soluzioni tecnologiche e di comfort.

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